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VITIGNI D'ITALIA
Le varietà tradizionali per la produzione dei vini moderni
ORIGINE DEI VITIGNI COLTIVATI

L'origine del genere Vitis risale al Cretaceo superiore da generi più antichi quali il Cissus e l'Ampelopsis. L'area di diffusione era allora molto ampia e comprendeva le regioni artiche dell'Europa, dell'Asia orientale, dell'America e della Groenlandia. Nel corso delle due ultime glaciazioni tutte le specie settentrionali scomparvero e rimase in Europa una specie meridionale, la Vitis vinifera, mentre nell'America settentrionale i relitti glaciali furono più numerosi. Attualmente si possono distinguere tre gruppi di specie: il boreo-americano (con 28 specie), l'orientale-asiatico (con circa 40 specie) ed il gruppo euroasiatico con la sola Vitis vinifera.
Le prime Vinifere compaiono nel Pliocene ed in seguito, durante il periodo glaciale, si ritirarono in rifugi circummediterranei occidentali ed in parte orientali, frammentando nel corso delle pulsazioni interglaciali, la lora area primitiva.
Si spiega così l'unità della specie ma nel contempo la diversità geografica delle sue forme. Successivamente la vite risale verso nord, superando nel periodo caldo del Neolitico le latitudini di 50-52° (Svezia meridionale e Danimarca). Dai resti più antichi (vinaccioli) si comprende che la V. v. silvestris è la sottospecie che compare più precocemente, mentre la V. v. sativa appare solo alla fine dell'età del bronzo-prima età del ferro.
L'ipotesi monofilogenetica dell'origine del genere Vitis è la più probabile e la forma progenitrice del genere era monoica con fiori ermafroditi o poligami dalla quale sono poi derivate le specie dioiche.
Secondo De Lattin (1939) e Levadoux (1956) i vitigni coltivati in Europa e le loro forme selvatiche primigenie sono il risultato della pressione glaciale del Quaternario operata verso le zone meridionali del Continente. Si sono così formati due centri di variabilità della vite, uno mediterraneo che ingloba le grandi penisole e le isole del Mediterraneo, l'Asia Minore ed il Nord Africa e l'altro caspico, che corrisponde alle regioni montuose comprese tra il Mar Nero e l'India. Questa ipotesi modifica in parte quella di Vavilov (1926) che ipotizzava un solo centro d'origine della vite, localizzato attorno al Mar Caspio, basando questa ipotesi sulla grande ricchezza di vitigni delle regioni transcaucasiche.
L'inizio della domesticazione delle viti selvatiche, in Caucaso, è avvenuto dalla metà del III millennio ed in questo periodo si può ipotizzare la preparazione del primo vino. Solo più tardi sono stati introdotti da regioni più orientali (Mar Nero), altre varietà (Logothetis, 1970).
Per Levadoux (1956) ogni popolazione varietale prende origine dalla flora spontanea a seguito di un lavoro di selezione. La delimitazione della sua mobilità si basa su semplici osservazioni e su dati ampelografici, unitamente alla linguistica ed alla storia.
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L'Italia è il Paese europeo che offre la più ampia biodiversità viticola quale risultato di antichi processi di domesticazione e di circolazione varietale. I vitigni che sono presenti nella nostra viticoltura, talvolta rappresentati solo da qualche individuo, sono testimoni di una ricchezza che è in buona parte ancora sconosciuta dal punto di vista della utilizzazione viticola, che merita di essere valorizzata.
Questo volume, erede dell'importante lavoro di catalogazione e di descrizione fatta negli anni Sessanta da eminenti studiosi, raccoglie i vitigni iscritti al Catalogo Nazionale delle Varietà, la cui coltivazione è autorizzata nelle diverse provincie italiane.
Nella parte introduttiva sono riportati i risultati degli studi più recenti relativi all'origine delle varietà di vite coltivate, sui metodi di descrizione ampelografica e sul comportamento delle varietà nei diversi ambienti di coltivazione italiani.
In forma sintetica fornisce indicazioni sulle frequenti omonimie e sinonimie che caratterizzano i vitigni del nostro Paese, sulle loro :origini e sui vini che dalle loro uve vengono elaborati. Ad una essenziale descrizione ampelografica, che ne facilita il riconoscimento, associa alcune indicazioni sulla fenologia e sul comportamento vegeto-produttivo. Le schede varietali si concludono indicando le destinazioni enologiche delle uve dei vitigni descritti e delineano il profilo sensoriale dei vini ottenuti.

INDICE


Origine dei vitigni coltivati

Le principali famiglie varietali italiane

Ampelografia come Ampelologia

Metodi di identificazione dei vitigni

La distribuzione dei vitigni in Italia

Cloni

Elenco dei vini Doc suddivisi per vitigno

La fenologia dei vitigni italiani

Schede varietali

Glossario

Bibliografia




Antonio Cal? - Attilio Scienza - Angelo Costacurta

VITIGNI D'ITALIA

editore EDAGRICOLE
edizione 2006
pagine 920
formato 17x24
rilegato con copertina cartonata
tempo medio evasione ordine
ESAURITO

99.00 €
99.00 €

ISBN : 88-506-5173-2
EAN : 9788850651733

 
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