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VITE DI SPONDA
Dieci storie per il cinema
Dieci racconti, dieci storie, in realtà dieci soggetti nati per diventare film scritti da Livio Musso tra il 1975 e il 1987, quando il creativo astigiano, dalle lunghe e proficue frequentazioni parigine, lasciò l'attività di paroliere nel mondo della canzone e iniziò un'avvincente avventura in quello del cinema, come copywriter e assistente alla regia.
Queste dieci storie, da visualizzare immagine dopo immagine, personaggio dopo personaggio, quasi fotogramma dopo fotogramma, giocano con tutti i grandi generi letterari e cinematografici, dalla commedia alla biografia, dal grottesco al fantasy, dal thriller all'horror e sono nate in anni che sono stati importanti per la cinematografia europea e americana, producendo capolavori che l'Autore ha vissuto molto da vicino, amandoli, assorbendoli e rielaborandoli nei suoi soggetti, con una scrittura incalzante, a tratti persino poetica, sicuramente filmica.
Dieci racconti da proiettare nella propria mente, "immaginando il film che ne avrebbe tratto l'autore o vagheggiando quello che ciascuno di noi potrebbe o vorrebbe fare", come scrive nella sua prefazione Alberto Barbera, direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino e per tre anni direttore artistico del Festival di Venezia.
Dieci storie per il cinema che prendono vita, come in un ideale storyboard, grazie alla fantasia creatrice di uno dei più noti ed apprezzati autori e disegnatori di fumetti italiani, Gino Vercelli.

PREFAZIONE


Nella pur breve ma già densissima storia che caratterizza la più giovane delle arti - gratificata dell'appellativo di "occhio del Novecento" - si contano figure multiformi di autori, ciascuno con una propria e inconfondibile matrice. Ci sono registi-saggisti, registi-documentaristi, registi-narratori, registi-fabbricanti di sogni, registi esploratori, registi-osservatori e registi-creatori. Si potrebbe continuare, naturalmente, perché la tassonomia del settore, se non infinita, è certamente assai cospicua. Ciascuna di queste categorie, inoltre, può essere declinata in sottospecie diverse, a seconda delle qualità che s'intende porre in evidenza. Per esempio, esistono autori - pochi, per la verità - cui la fortuna o il caso hanno riservato il privilegio di poter dar vita a tutti, o quasi tutti, i progetti che sono venuti loro in mente. Altri, invece, i cui cassetti abbondano di sceneggiature non realizzate, di soggetti appena abbozzati o troncati sul nascere, di film che avrebbero potuto vedere la luce ma che sono invece rimasti per sempre allo stato di embrioni, impediti a crescere e a svilupparsi. Esempi di creatività ridondante o inventiva avara, di fantasia pletorica e inarrestabile o estro parsimonioso e intermittente, riconducibili in molti casi a circostanze estranee alla volontà dell'autore, debitori in altri di un'innata propensione individuale ad una stringatezza che predilige la qualità dell'espressione alla quantità delle esternazioni. Contingenze e inclinazioni che generano esiti contrapposti e apparentemente inconciliabili: si pensi a cosa rappresentano, poniamo, i tre lungometraggi di un grande cineasta come Victor Erice di fronte agli oltre sessanta di un Jean-Luc Godard. O i sei film di un regista notoriamente 'pigro' come Gillo Pontecorvo, contrapposti alla bulimia creativa di un Claude Chabrol.
Tra tutti gli esempi evocati in questa breve prolusione non figura quello - rarissimo, credo, e comunque difficilmente documentabile - dell'autore che è tale pur senza aver mai realizzato un solo film. Caso-limite, come quello di un poeta spagnolo del Novecento che preferì convertire la propria vita in un poema piuttosto che scrivere poesie. Ma qui siamo, appunto, di fronte ad una sorta di estremizzazione letteraria di un ideale di assolutezza che ha pochi riscontri nella pratica quotidiana, ancorché artistica. All'estremo opposto di questa concatenazione tipologica che ci stiamo divertendo ad abbozzare, troviamo invece il caso dell'autore del libro che vi accingete a leggere.
[..]
Alberto Barbera
SOMMARIO

Prefazione

CORRIDOI SILENZIOSI (1974)

IL VIAGGIO DI ADU (1975)

HOTEL EUROPA (1976)

ABIURA (1978)

L'ULTIMA LOCANDA (1980)

VITE Dl SPONDA (1980)

LUGANO BELLA (1982)

IL PORTICO TRA GLI ALBERI (1983)

IL NONO LIBRO (1986)

SUPER CHAMPION (1987)

Notizia

Sommario




Livio Musso

VITE DI SPONDA

editore SPETTATTORE LIBRI
edizione 2011
pagine 232
formato 15x21
brossura
tempo medio evasione ordine
2 giorni

15.00 €
15 €

ISBN :
EAN :

 
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