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VINO ROSSO SANGUE
Giorgio Martinengo, l'investigatore delle Langhe
Giorgio Martinengo è un investigatore privato. Vive in collina, vicino a Castagnole delle Lanze, tra Langhe e Monferrato. Una sera incontra, per lavoro, Elena Rondissone la figlia di Giuseppe Rondissone, titolare di una facoltosa azienda vinicola. L'uomo è scomparso senza lasciare tracce apparenti da diverso tempo e quasi contemporaneamente alla sua sparizione, dall'esposizione del Consorzio del quale la sua azienda faceva parte, è stata trafugata una pregevole bottiglia di Barbera superiore. La donna incarica Martinengo di ritrovare la preziosa bottiglia. Il caso assume presto toni drammatici quando, durante un sopralluogo presso il Consorzio, un tecnico che sta rilevando le impronte digitali, urta un'altra bottiglia dell'esposizione, rompendola. Da quel momento, inizia la prima, complessa, indagine di Giorgio Martinengo, investigatore dalla cultura sterminata, un formidabile bagaglio d'esperienze in tutti i campi e un amore spirituale verso i vini della sua terra. Tra le nuove frontiere del vino, la globalizzazione, rischi di sofisticazioni e intrecci internazionali, l'investigatore, dovrà misurarsi con un assassino che usa i vini piemontesi come simboli di una sua oscura vendetta.

PREMESSA

Il Consorzio descritto nel libro, trae ispirazione in parte dalla Consociazione Cantine Sociali Asti-Nord, che con il suo crollo, avvenuto ufficialmente nel 1964, coinvolse dieci delle ottantacinque cantine funzionanti in Piemonte nella prima metà degli ani '60.
Le vicende dell'Asti-Nord appaiono assai complesse e intricate già dalle origini e proprio in questo, nel processo dí formazione poco chiaro, sta una delle numerose cause del suo fallimento. Lopinione pubblica rimase profondamente colpita e scossa dalla rivelazione della crisi, che rischiava di mettere in pericolo le sorti di circa seimila aziende e, più in generale, della cooperazione stessa, creando un danno d'immagine pesante per l'enologia piemontese e astigiana (fonte: LA COOPERAZIONE ENOLOGICA. Il caso delle Cantine sociali Asti-Nord" : un tentativo fallito di organizzare il rapporto tra viticoltura e commercializzazione, di Valentina Frescura a cura dell'ISRAT).
Il caso della sofisticazione col metanolo invece scoppia nel marzo del 1986, dopo una serie di morti sospette sulle quali la magistratura inizia a indagare, alzando il velo su quello che sarebbe stato il primo clamoroso scandalo del settore alimentare. Diciannove morti, decine di persone intossicate, colpite da gravi lesioni, rimaste accecate, l'intero settore vitivinicolo in crisi. Il metanolo è un componente naturale del vino. Aggiungerne importanti quantità in maniera artificiale voleva dire far salire illecitamente la gradazione alcolica e il valore commerciale di prodotti spesso scadenti della spremitura delle uve (fonte: Giorgio dell'Orefice "Il Sole 24 Ore").
Casi analoghi sono poi stati registrati nell'Europa dell'est e in estremo oriente ma nella misura di fenomeni occasionali e circoscritti. Tutti i nomi e gli avvenimenti specifici riguardanti la vicenda di Vino rosso sangue, sono quindi da considerarsi pura finzione. Ogni riferimento a cose e persone realmente esistite, eccetto le citazioni cfr- ho sopra indicato, è quindi da considerarsi del tutto casuale.




Fabrizio Borgio

VINO ROSSO SANGUE

editore FRILLI EDITORI
edizione 2014
pagine 164
formato 13x19
cartonato con sovracoperta a colori
tempo medio evasione ordine
2 giorni

9.90 €
9.9 €

ISBN : 978-88-7563-963-1
EAN : 9788875639631

 
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