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VAN GOGH - IPOTESI DI UN DELITTO
a fumetti
Questo libro, scritto da Armando Brignolo e tradotto magistralmente in accattivanti immagini da Gino Vercelli, racconta la vicenda umana di Vincent van Gogh. È la storia di un uomo di grande sensibilità, mite, colto, romantico, altruista, innovatore nel campo dell'arte. Un uomo che in vita e dopo morto subì troppi torti, per essere ignorati da chi ne coltiva la memoria. Coloro che molti biografi continuano a considerare suoi benefattori e la famiglia che avrebbe dovuto essere rifugio nei momenti di estrema sofferenza, in realtà furono i suoi nemici peggiori. Allontanato da casa all'età di n anni, quando venne messo a pensione da Jean Provily a Zevenbergen, di fatto non ne fece più ritorno se non sporadicamente e male accettato dai genitori.
Scrive Armando Brignolo nell'introduzione alla presente opera: "...Sulla vita e la salute mentale di Vincent van Gogh è stato versato un oceano di inchiostro. Biografi, psichiatri, psicologi, si sono sbizzarriti a dare le loro interpretazioni sui vari aspetti di un caso umano, spesso copiandosi o contraddicendosi uno con l'altro. Sono in giro monografie patinate nelle quali si legge che van Gogh è morto suicida sparandosi un colpo di pistola alla tempia e saggi che pretendono di spiegare le psicosi di una persona senza averla conosciuta, visitata e a prescindere dalla consultazione di una documentazione medica che forse è andata perduta. Teorie che hanno il valore di supposizioni, ipotesi; giudizi spesso gratuiti...". Ragionando su circostanze e fatti accertati attraverso un'ampia ricerca, Brignolo avanza l'ipotesi (più che plausibile) che il pittore olandese non morì suicida, ma assassinato.
Inoltre, la narrazione, spesso in flash back, rivela il personaggio inquadrandolo nel suo tempo ed evidenzia i rapporti che van Gogh ebbe con il mondo in cui visse, come dimostrano le fotografie e i documenti d'epoca, riprodotti nella pagina a fronte di ogni tavola disegnata.
INTRODUZIONE
di Armando Brignolo

Quando Pablo Picasso morì, nel 1973 all'età di 92 anni, tutto il mondo sapeva che egli era stato uno dei più grandi artisti del XX secolo, un protagonista della cultura del suo tempo; che i suoi quadri, lui ancora in vita, valevano centinaia di migliaia di dollari e che le sue opere erano già ospitate in gallerie e musei dislocati nei Cinque continenti. I futuri biografi avevano potuto attingere le notizie sull'uomo e sul pittore direttamente alla fonte, intervistandolo, seguendolo nelle imprese artistiche e intrufolandosi nelle vicende anche sentimentali. Un presupposto, questo, che fa pensare all'obiettività di giudizio, a conoscenze che permisero di trattare l'argomento con cognizione di causa, quindi — per chi ha scritto in tutta onestà — in modo competente e attendibile.
Quando Vincent van Gogh morì, nel 1890 all'età di 37 anni, era sconosciuto fuori dalla cerchia dei pochi amici pittori. Alcune sue opere erano apparse in due collettive: al "Salon des Indépendants" a Parigi a alle mostre del gruppo dei "20" a Bruxelles; all'epoca era stato acquistato un solo quadro "La vigna rossa" dalla sorella del pittore Eugene Boch e il suo nome, in riferimento all'artista, era apparso una sola volta e su un solo giornale importante, il Mercure de France a firma di Albert Aurier, il quale tra l'altro aveva scritto: «...È un vero artista gagliardo, di pura razza, con delle rudi mani da gigante, dall'anima splendida; illuminato, originale e così a sestante, in mezzo a tutta questa miserevole arte odierna..». A otto mesi dalla morte — nel marzo del 1891 — uscì una articolo di Octave Mirabeau su Echo de Paris, in occasione dell'esposizione di una decina di tele di Vincent al "Salon des Indépendants": «Più che immedesimarsi nella natura, aveva immedesimato in sé la natura. L'aveva modellata, colorata a modo suo; persino deformata... Van Gogh è riuscito ad esprimere, a un raro livello, quello che diversifica un uomo da un altro: lo stile...».
Nel 1901 sei tele, compresa quella raffigurante "L'uomo sullo chassis" (Ritratto del dottor Jean-Felix Rey), vennero vendute in blocco dal mercante parigino Vollard per la somma di 350 franchi e la famiglia dell'agente postale Joseph Roulin se ne liberò di altrettante per cento franchi in più.
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Armando Brignolo - Gino Vercelli

VAN GOGH - IPOTESI DI UN DELITTO

editore DANIELA PIAZZA
edizione 2016
pagine 192
formato 22x28
brossura con alette
tempo medio evasione ordine
2 giorni

23.00 €
23 €

ISBN : 978-88-7889-285-9
EAN : 9788878892859

 
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