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COME I TULIPANI GIALLI
Il commissario Rebaudengo indaga con Ardelia
Il suicidio esprime una volontà senza appello e senza ritorno, ma conserva segreti che nessun biglietto d'addio rivela completamente. Rimangono comunque il mistero e il silenzio sugli ultimi pensieri e sull'estrema, sconfinata solitudine. Alla dottoressa Spino-la non bastano le risposte mediche, quella vita interrotta continua ad inquietarla e così si mette a indagare da sola. È estate ad Albenga, un'estate pallida e piovigginosa, ma i villeggianti ci sono lo stesso e la gente resta a spasso fino a tardi la sera. Però nessuno assiste a un delitto atroce che si consuma tra gli scogli e nemmeno alle violente percosse subite da una ragazzina triste e ribelle.
Rebaudengo con determinazione sabauda combatte la sua battaglia per recuperare Ardelia e intanto riporta ordine nel caos, mentre lei, seguendo minuscoli indizi e piccoli sospetti, compie un viaggio all'indietro nel tempo che la lascia davanti ai cancelli di Auschwitz.
Ah, dimenticavo: naturalmente anche in questa storia ci sono gatti!


Primo capitolo, nel quale non riuscirei ad immaginare quel che capita dopo, nemmeno con uno smisurato sforzo di fantasia

Per molto tempo ho creduto che sarebbe passata, che con l'esperienza e l'abitudine la sensazione avrebbe perso importanza. E invece ancora oggi, quando arrivo sulla scena di un crimine e compio i primi rilievi sul corpo di un morto, qualche volta ammazzato e qualche volta no, eccola che mi prende. È una specie di stanchezza, d'indolenzimento, come l'inizio dell'influenza. Le prime volte mi ero spaventata, poi, quando ho capito che non si trattava di uno strano contagio, ho smesso di preoccuparmi. È la morte che stanca, la ripetitività delle procedure, il disagio che può provare anche un veterano davanti al sangue, al disordine, al dolore. Cerchiamo di convincerci che con gli anni ci si abitua, ma non è del tutto vero. Si cerca di scherzare, noi del mestiere abbiamo un infinito repertorio di battute macabre, ma non sempre bastano a portare un sorriso dietro le mascherine. Usiamo una specie di gergo per indicare la tipologia delle salme, le modalità della morte, talvolta alcune scene del crimine presentano un'involontaria e terrificante comicità. Ma davanti a persone che hanno sofferto e soprattutto quando ci sono di mezzo dei bambini, va tutto a puttane: allora stai male, anche se figli non ne hai, e ti vengono in testa strane voglie omicide e domande inutili sulla disattenzione di Dio.
Adesso sono seduta alla mia scrivania e metto in ordine con il computer gli esiti di un'autopsia appena compiuta: mi sento già meno stanca, forse perché con questo atto il mio rapporto con il morto finisce, o almeno credo, sì, forse è proprio il distacco che mi restituisce energia. Dipenderà da cosa deciderà il magistrato in base alle mie dichiarazioni e ai rilievi dei carabinieri. Ma così, a occhio e croce non dovrebbero esserci strascichi, a meno che non vadano a cercare l'ago nel pagliaio [..]
INDICE

PRIMO CAPITOLO,
nel quale non riuscirei ad immaginare quel che capita dopo, nemmeno con uno smisurato sforzo di fantasia
SECONDO CAPITOLO,
nel quale mi si apre una finestra su un mondo fino ad oggi soltanto immaginato
TERZO CAPITOLO,
in cui cado vittima del fascino misterioso di un ottuagenario
QUARTO CAPITOLO,
nel quale ricado nell'immagine trita e ritrita
del medico legale
QUINTO CAPITOLO,
ritorno
SESTO CAPITOLO,
in cui non trovo risposte alle mie
inquietudini, in compenso ne arrivano altre
SETTIMO CAPITOLO,
in cui rivivo emozioni molto déjà vu che mi fanno bene ed in cui accadono cose molto nuove che mi fanno meno bene
OTTAVO CAPITOLO,
in cui non soltanto mi sento una principessa, mangio cose molto buone e molto kasher, ma un dubbio, piccolo e implacabile come un cavaturaccioli,
mi si conficca nella mente
NONO CAPITOLO,
nel quale appare un lumino flebile e lontano nella nebbia
DECIMO CAPITOLO,
in cui di cose ne succedono parecchie, ma la più importante è che il dottor Bartolomeo Rebaudengo ha cambiato auto per amore
UNDICESIMO CAPITOLO,
nel quale mi preparo ad accogliere verità spiacevoli
DODICESIMO CAPITOLO,
come i tulipani gialli...
ULTIMO CAPITOLO,
in cui con un po' di fatica si trova ancora il coraggio di sorridere




Cristina Rava

COME I TULIPANI GIALLI

editore FRILLI EDITORI
edizione 2009
pagine 318
formato 14x21
cartonato con sovracoperta a colori
tempo medio evasione ordine
ESAURITO

17.80 €
17.80 €

ISBN : 978-88-7563-519-0
EAN : 9788875635190

 
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