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GIAMBATTISTA RATTI
TRATTATO DELLA SEMINAZIONE DE' CAMPI, E DELLA COLTIVAZIONE DE' PRATI
La presente riedizione dell'opera di Giambattista e Alfonso Ratti costituisce per l'Ente Morale Vincenzo Luparia e per l'Associazione Casalese Arte e Storia un rilevante obiettivo raggiunto con la piena attuazione di un importante progetto.
Grazie alla sensibilità dell'Amministrazione Comunale di Casale Monferrato e della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, è stato possibile infatti completare un percorso che aveva già visto, negli armi scorsi, la ricostruzione della seminatrice Ratti da parte di un gruppo di geniali e generosi tecnici e artigiani monferrini: Beppe Ansaldi, Domenico Cavagnolo, Piero Curato, Leo Rocchetta ed Evasio Todeschino, coordinati da Riccardo Coppo. Recuperata dunque materialmente, la straordinaria creazione dei due nostri antichi agronomi viene ora inquadrata in tutta la sua valenza storica attraverso allo studio introduttivo e alle nutrite note di commento a Trattato e Nuova giunta, curati da Antonino Angelino, che ne riportano l'origine al clima di fervida sperimentazione in campo agricolo del secondo Settecento, allorché, sull'onda del vasto interesse suscitato dalla lettura del Traité de la culture des terres del francese Henri-Louis Duhamel du Monceau, si cercò appunto di introdurre in agricoltura strumenti e macchine nuovi.
In sostanza, stiamo parlando di un evento che anticipò quella meccanizzazione agricola destinata ad assumere in seguito la forma di una vera e propria rivoluzione economica e sociale e di una svolta epocale paragonabile a quella oggi indotta dall'informatica; tale evento viene riattualizzato con un lavoro di équipe che dimostra la volontà e la capacità del Monferrato Casalese di realizzare progetti di alto valore culturale e che rivestono un significato simbolico di ponte tra un memorabile passato e un futuro animato dallo stesso spirito innovatore per il quale si distinsero i nostri predecessori.

Andrea Desana
Presidente Ente Morale

Aldo A. Settia
Presidente Associazione Casalese
Vincenzo Luparia Arte e Storia



Seminare, far maturare e raccogliere

Il mestiere di chi scrive queste brevi righe di presentazione assomiglia un po' a quello del seminatore: insegnare è infatti un po' come seminare. Ci sono però momenti in cui si insegna, o meglio si semina, quasi senza accorgersene, al di fuori dei compiti istituzionali, spinti dalla passione per la ricerca, e lo si fa senza trasmettere alcuna nozione precisa, suggerendo semplicemente un'ipotesi e un percorso di indagine, un approfondimento scientifico. In questi casi, talvolta, se il terreno è fertile e ben preparato, se cioè chi ha raccolto il messaggio ha davvero l'interesse e i mezzi culturali per svilupparlo, i risultati possono essere eccellenti con soddisfazione reciproca, di chi ha raccolto il suggerimento e di chi lo ha, per così dire, sussurrato.
L'edizione critica del Trattato della seminazione de' campi e della coltivazione de' prati di Giambattista Ratti (Casale Monferrato, 1764), accuratamente introdotta, commentata e annotata da Antonino Angelino, nata da una suggestione di ricerca lanciata dal sottoscritto, si è sviluppata in totale autonomia culturale del curatore, lungo un percorso di ricerca che è sfociato dapprima in un solido contributo scientifico al convegno Il seme, l'aratro, la messe: le coltivazioni frumentarie in Piemonte dalla preistoria alla meccanizzazione agricola (Rocca de' Baldi, 1996) ed è proseguito poi, con acribia e tenacia, per circa un decennio. E i risultati si vedono, concretizzati come sono in una bella edizione, corredata da un'ampia e dottissima introduzione e da un ricco e aggiornato apparato di note, che collocano l'opera del Ratti e le aggiunte del figlio Alfonso, nel quadro del dibattito illuministico sull'ammodernamento delle pratiche colturali e sull'introduzione delle macchine in agricoltura, con particolare riferimento alla semina. Non soltanto: introduzione e note del curatore individuano con esattezza anche i punti di riferimento culturale a livello nazionale e locale e rievocano con successo lo spirito entusiastico con cui in Piemonte vennero accolte le idee della nouvelle agriculture.
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Rinaldo Comba
INDICE

Presentazione

Studio introduttivo

Note

Trattato della seminazione de' campi, e della coltivazione de' prati

Nuova giunta al Trattato della seminazione de' campi, e della coltivazione de' prati

Note


STUDIO INTRODUTTIVO

1. Tull, Duhamel e la seminatrice

Verso la metà del Settecento si assiste, nella quasi totalità dell'Europa continentale, a una straordinaria fioritura di interessi per l'agricoltura e l'economia rurale destinata a far sentire i suoi effetti sin oltre al tramonto del secolo. L'Inghilterra, già ammirata come patria della scienza sperimentale o specchio di sagge istituzioni è, anche in questo caso, considerata un modello a cui rifarsi, complice inizialmente l'immagine seducente della bellezza e della prosperità delle sue campagne da tempo delineata, benché in termini molto generali, da scrittori, soprattutto francesi, che avevano trattato dell'isola vicina pur se da un punto di vista che era ancora essenzialmente politico, filosofico o letterario'.
La strada ad una esplorazione tecnica e alla divulgazione dei tanto promettenti quanto poco conosciuti metodi di coltivazione inglesi viene aperta da una personalità d'eccezione: Henri-Louis Duhamel du Monceau, membro dell'Académie des Sciences di Parigi, naturalista, ingegnere e ispettore generale di marina, meteorologo, agricoltore, amministratore, figura che occupa "all'interno della generazione degli scienziati del diciottesimo secolo, un rango pressoché uguale a quello di Buffon e di Lavoisier" e rappresenterà presto "il cuore stesso del movimento agronomico, verso il quale confluiscono lavori, speculazioni ed esperienze anteriori e dal quale muovono le idee e le teorie nuove'.
Di Duhamel, nel 1750, vedeva la luce il Traité de la culture des terres, Suivant les Princffies de M. TULL, Anglo/ s. Nato dal proposito di fornire un "bon extrait" dell'edizione del 1733 dell' Horse-hoeing husbandry dí Jethro Tull, il Traité lo faceva con una chiarezza sconosciuta all'originale, prolisso e in vari punti involuto; Duhamel metteva inoltre ordine nel discorso dell'agronomo inglese, ne confermava le vedute o, talvolta, richiamandosi alla propria esperienza delle pratiche in uso in Francia, esprimeva riserve, finendo comunque per aderire con convinzione ai dettami sostanziali della "new husbandry" tullianat.
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Antonino Angelino

GIAMBATTISTA RATTI - TRATTATO DELLA SEMINAZIONE

editore ASS. CASALESE ARTE E STORIA
edizione 2007
pagine 240
formato 17x24
cartonato con sovracoperta a colori
tempo medio evasione ordine
2 giorni

25.00 €
21.00 €

ISBN :
EAN :

 
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