Pietro Mottino ha dovuto lasciare la natia Candia Canavese per indossare la divisa di bersagliere durante la prima guerra di indipendenza, diserta e diviene un temerario e cavalleresco brigante, che spadroneggia nel Canavese, nel Vercellese e nel Monferrato, beffando i carabinieri e ammaliando le donne, finchè viene arresetato per un infortunio accorsogli.
Decide allora di collaborare col giudice, poi evade, ma i carabinieri dopo poco tempo, lo arrestano presso Crevacuore. Processato, è condannato a morte a soli ventisette anni.
Intorno al patibolo, a piangere per lui ci saranno le "sue" donne, quelle che col cuore lo avevano seguito nelle sue imprese fantasticando che la loro vita si incrociasse con quella del Bersagliere Mottino, bello, forte, gentile e coraggioso. |
INDICE
1. Il bersagliere Mottino
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2. La cascina Consolata e la cascina Gardina di Bianzè
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3. Grassazioni e scontri con i carabinieri
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4. Il processo del 1850
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5. Nuove grassazioni e nuovi scontri con i carabinieri
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6. Le corriere di Vigevano e di Biella
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7. Le corriere di Casale, di Vercelli e delle Messaggerie Bonafous
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8. Il ferito Mottino
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9. Il propalatore Mottino
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10. Il canto del cigno
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11. L'imputato Mottino
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12. Gli altri imputati
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13. Le arringhe dei difensori e la sentenza
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14. Pare che ad impiccare un uomo ci sia sempre tempo
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15. "Chi non piange per Mottino, per chi piangere vorrà?"
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Fonti edite ed inedite
Indice
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Milo Julini
PIETRO MOTTINO UN CANAVESANO BRIGANTE E GENTILUOMO
editore LIBRERIA PIEMONTESE
edizione 1999
pagine 192
formato 12x19,5
brossura con alette
tempo medio evasione ordine ESAURITO
10.00 €
10.00 €
ISBN :
EAN :
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