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IL PIEMONTE: UN'AREA DI CONTATTI CON IL LEVANTE
Storia, leggende, archeologia e curiosità antiquarie, secoli VII-XVI
Il Piemonte, come altre regioni italiane, fu un'area di contatti privilegiati con il vicino Levante, non solo per histoire événementiel di cavalieri, prelati e mercanti, ma anche per l'arte, le tradizioni, e la cultura in genere.
La plurisecolare vocazione per l'Oltremare delle famiglie pedemontane e la conseguente presenza in Lombardia di prelati bizantini, ambasciatori ciprioti, principi greci o ес clesiastici armeni, contribui a una sorta di osmosi tra terre solo geograficamente lontane.
Vicende complesse e intricate, di cui alle volte rimane solo un'oscura leggenda, una radicata tradizione o una dubbia reliquia, forse solo frammenti sparsi di una storia minore, ma sicuramente ulteriori testimonianze di quel moto a pendolo che da secoli unisce il Piemonte al vicino Oriente.

IL MITO DEL FAVOLOSO ORIENTE

Il favoloso Oriente, come si sa, alimenta da secoli, a proposito e a sproposito, sogni e miti degli Europei. Mito, ha scritto Giovanni Tabacco, non è di per sé invenzione arbitraria quanto "rielaborazione colorita ed esuberante di una realtà autentica". Ora la ricca serie di dati qui raccolta da Walter Haberstumpf documenta un'effettiva e plurisecolare tensione degli uomini della "più occidentale Italia" verso il vicino Oriente che ha uno dei suoi momenti culminanti nelle spedizioni del marchese di Monferrato Guglielmo V e dei suoi figli i quali, inseguendo appunto il sogno fallace di salire su un trono orientale, morirono tutti in modo epico e avventuroso in quelle lontane terre.
In misura alquanto più limitata vi fu, naturalmente, anche un movimento di persone in senso contrario alimentato innanzitutto dai pochi avventurieri che poterono fare ritorno, da qualche prigioniero di rango costretto con la forza o da altre rare e speciali circostanze. Fra esse un posto preminente è occupato da Teodoro I Paleologo, marchese di Monferrato, l'unico orientale che sia riuscito nell'impresa di fondare una nuova dinastia in Occidente.
Personaggi e gesta reali, certo, ma attorno ai quali si è avuta tutta una fioritura, non solo di "colorite ed esuberanti rielaborazioni", ma spesso di pure e semplici invenzioni fantastiche più o meno interessate, per non dire di coscienti e spudorate imposture. Seguendo un andazzo di carattere generale si sono fatte avanti innanzitutto, anche da noi, le rivendicazioni delle famiglie di nobiltà recente in cerca di postuma glorificazione, e gli abitanti di singoli paesi e città che propongono i loro antenati come partecipanti alla crociata, con preferenza per la prima, ma accontentandosi, se del caso, anche di una delle successive.
Appartengono a tale categoria alcune ben note mistificazioni che, per quanto già ricordate dall'autore di questo libro, conviene brevemente richiamare per la loro esemplarità. L'astigiano Filippo Malabaila, compilò nel `600 un falso Memoriale di Raimondo Turco: lo stesso pseudo memorialista avrebbe avuto un figlio di nome Roberto (anch'egli, s'intende, del tutto fantastico) la cui figura, dotata di eccellenti doti fisiche e morali, appare ritagliata su quella di Erlembaldo che il cronista milanese Landolfo Seniore tratteggia nella sua opera. Roberto ambiva alla signoria di Asti e, dal momento che proprio allora papa Urbano aveva indetto la sua "cruciatam pro recuperanda Terra Sancta" (basterebbe il solo uso del termine cruciata a smascherare l'inganno), i provvidi concittadini colsero il destro per spedirlo laggiù al comando di un contingente di cavalieri procurando cosi, nel contempo, l'onore della città e il servizio di Dio. Roberto, manco a dirlo, si copri di gloria, come risulta dal suo falso epitaffio che chiude il Memoriale.
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INDICE GENERALE

PRESENTAZIONE

IL MITО DEL FAVOLOSO ORIENTE

IL PIEMONTE: UN'AREA DI CONTATTI CON IL LEVANTE (TRA STORIA,
LEGGENDE, ARCHEOLOGIA E CURIOSITÀ ANTIQUARIE, SECOLI VII-XVI)

PREMESSA
1) PRESENZE E INFLUSSI GRECI E ORIENTALI IN PiEMONTE, SECOLI VII-XII.
2) PRESENZE E INFLUSSI GRECI E ORIENTALI iN PIEMONTE, SECOLI XII-XV.
3) TEODORO I PALEOLOGO, MARCHESE DI МONFERRATO.
4) LA PRESENZA MATERIALE: RELIQUIE, ARMI, CIMELI, BANDIERE E LIBRI.
5) LA PRESENZA MATERIALE: ARCHITEITURA, SEPOLCRETI, LAPIDI, RITRATTI.
6) LE LEGGENDE: GIORDANA.
7) DOCUMENTI Е FALSI

ABBREVIAZIONI E SIGLE

BIBLIOGRAFIA
FONTI ARCHIVISТICHE
FONTI MANOSCRITTE
FONTI DOCUMENTARIE GRECHE
FONTl DOCUMENTARIE LATINE E IN VOLGARE
FONTI LETTERARIE GRECHE
FONTI LETTERARIE LATINE E IN VOLGARE
REGESTI DI FONTI GRECHE
REGESTI DI FONTI LATINE
LETTERATURA
SUSSIDI

INDICE GENERALE





Walter Haberstumpf

IL PIEMONTE: UN'AREA DI CONTATTI CON IL LEVANTE

editore MARCHESI DEL MONFERRATO
edizione 2008
pagine 88
formato 16x24
brossura
tempo medio evasione ordine
8 giorni

12.00 €
12.00 €

ISBN :
EAN :

 
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