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PIEMONTE 1944
l'anno più lungo - guerra resistenza deportazione vita quotidiana
Per il Nord Italia, il 1944 è un anno terribile. Dall'8 settembre precedente è iniziata la guerra civile in un Paese occupato dall'ex invincibile alleato germanico. Anche in Piemonte sono 12 mesi cruciali. In tutta la regione infuriano i bombardamenti. Le forze armate della RSI,
insieme a quelle tedesche, tentano di presidiare un territorio in cui la Resistenza è un fenomeno massiccio e sempre più agguerrito. Non a caso, il 1944 è l'anno delle repubbliche partigiane e delle zone libere, ad Alba, nell'Ossola, nell'Alto Monferrato e nel Tortonese, nelle valli Maira, Varaita, Pellice, Chisone, Sangone, Sesia, d'Ala e di Viù. Ma è pure il momento più crudo e tragico delle deportazioni razziali, del campo di concentramento di Borgo San Dalmazzo,
della strage degli ebrei di Meina, dei 10.000 cittadini di religione ebraica che dall'Astigiano partono per un viaggio senza ritorno verso i campi di sterminio nazisti.
Un libro per non dimenticare, per ricordare com'era la vita quotidiana dei piemontesi nel lunghissimo anno che precede la fine del secondo conflitto mondiale.
Con immagini rare e inedite di straordinario valore emotivo e documentario, provenienti da archivi d'epoca.


INTRODUZIONE

Il 1944 fu per il Centro e il Nord Italia un anno terribile. Dall'8 settembre dell'anno precedente era iniziata una vera guerra civile in un Paese occupato da quello che, fino a pochi mesi prima, era stato l'invincibile alleato germanico. Una situazione d'incertezza e confusione in cui la popolazione tentava di sopravvivere con la sola speranza di arrivare alla fine di un tunnel di cui, però, ancora non si vedeva la luce.
In questo volume abbiamo individuato quattro aspetti che per i piemontesi, come d'altronde anche per il resto del Nord e buona parte del Centro Italia, hanno caratterizzato quegli interminabili dodici mesi e abbiamo illustrato ognuno di essi focalizzando l'attenzione su episodi che ne simboleggiano gli aspetti più intensamente e drammaticamente percepiti.
La guerra. Il conflitto continuava e, con l'avanzata degli alleati, soprattutto dopo lo sbarco in Normandia, la sconfitta tedesca diventava sempre più tangibile. Una situazione che creava nei nostri compatrioti un'attesa crescente, ma a cui conseguiva anche il terribile orrore del passaggio di un fronte che, pur se talvolta si muoveva con la fulminea rapidità delle divisioni corrazzate, era comunque una linea di demarcazione dietro la quale le conseguenze si percepivano per centinaia di chilometri.
La Resistenza. Nel 1944, il movimento resistenziale era ormai una realtà diffusa e organizzata. La presenza di gruppi armati, inquadrati in strutture di tipo militare, aveva trasformato i gruppi di ribelli in una rete capace d'interagire con gli occupanti che, per mantenere il controllo almeno della parte strategica del territorio, erano costretti a distogliere uomini e mezzi dal fronte. Necessità che si trasformarono in numerosi e aspri momenti di lotta armata.
La deportazione. Alle leggi razziali, all'imbecille mito della «razza ariana» e alle persecuzioni politiche, che da anni manifestavano l'indegnità morale dei regimi totalitari europei, dopo 1'8 settembre 1943 e, ancor più nel 1944, si registrò la recrudescenza della nefandezza delle deportazioni. In questo periodo, però, le farneticanti ideologie vennero affiancate da un'altra importante esigenza che la continua richiesta di uomini per il fronte aveva ormai evidenziato in maniera drammatica: la necessità di manodopera da impiegare per i lavori quotidiani.
La vita quotidiana dei piemontesi. Siamo in guerra, nel momento più terribile e cruento del conflitto, ed è inevitabile che le conseguenze si riversino anche sulla popolazione. I bombardamenti delle città spingono sempre più persone a sfollare, cercando ospitalità nei paesi, lontano dagli obiettivi delle Fortezze Volanti e dei cacciabombardieri. Il cibo è poco. Gli alimenti forniti dallo Stato con il sistema del «tesseramento» sono scarsi e di qualità sempre più scadente; la borsa nera imperversa.
Questo il contesto in cui i piemontesi hanno vissuto il 1944; questo il contesto che il libro cerca di illustrare attraverso il racconto di momenti ed episodi, ognuno dei quali diventa così il simbolo di una situazione più generale che ha interessato l'intero Piemonte.
INDICE

Introduzione

capitolo I
La guerra
La guerra in Italia
La guerra in Piemonte
Le forze armate della RSI in Piemonte
Arruolamenti
I bombardamenti
Come si viveva

capitolo II
La Resistenza
Le battaglie partigiane
Repubbliche partigiane e zone libere
I GAP
Gli organi di stampa partigiana
I rapporti con gli alleati
La pianura e i luoghi della guerra partigiana
I rastrellamenti e le rappresaglie

capitolo III
La deportazione nazista in Piemonte
Gli ebrei deportati
Gli ebrei salvati




Gianbattista Aimino - Gian Vittorio Avondo - Claudio Rolando

PIEMONTE 1944

editore CAPRICORNO
edizione 2014
pagine 144
formato 17x25
brossura
tempo medio evasione ordine
2 giorni

9.90 €
9.90 €

ISBN : 978-88-7707-202-3
EAN : 9788877072023

 
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