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IL NOBILE EMIGRANTE
Il feldmaresciallo Joseph Piosasque-Non
PREMESSA

T ettere, diari, autobiografie, carteggi sono un utile strumento per cogliere "lo spettacolo delle attività umane" nel loro dispiegarsi nel tempo e nello spazio.
Nei diari emerge l'esigenza di raccontarsi, nelle biografie il bisogno di fare un bilancio eli un periodo o dell'intera vita, nei carteggi prevale la necessità di tenere aperto un dialogo ideale, politico su idee, avvenimenti che coinvolgono entrambi gli interlocutori. Alcuni di questi generi di comunicazione sono caduti un po' in disuso, rispetto a secoli dove erano di costante uso privato e pubblico, altri hanno avuto un inaspettato revaival.
Per il suo raccontare in presa diretta il vissuto intrinseco, il legame che, suo malgrado, la vita ha allentato, reso più labile, la lettera offre allo storico maggiori garanzie come fonte storica. Autobiografie, diari anch'esse fonti importanti, per la loro soggettività e spesso vanitosa finalità, presentano maggiori rischi, per i filtri usati dall'autore nel produrli.
Importanti strumenti nell'esplicitare meglio il ruolo, la prospettiva di chi, a vario titolo, è protagonista di una storia, della storia, così anche i carteggi presentano dei rischi per il carattere formale, per un linguaggio spesso troppo distillato, proprio del contesto sociale, politico-istituzionale, accademico in cui nascono e si alimentano.
Quando non c'è l'intento dell'autore di fame una raccolta sistematica, di usarla come espediente per una produzione letteraria, la lettera si presta a minori pregiudizi come fonte storica.
Le lettere di Giuseppe Gian Battista Piossasco-None (forse sarebbe più giusto chiamarlo con il nome germanizzato di Joseph von Piosasque-Non con cui è stato conosciuto, citato nei documenti e saggi sulla storia bavarese, per i suoi ottantanni passati al servizio della Baviera) sono da classificare nella sfera del privato, anche se sono intrise di informazioni politiche e di costume. Egli non ha pensato nel momento della produzione che potessero uscire dalla sfera familiare. Il loro inabissamento negli archivi di famiglia, e solo successivamente recepite da archivi e biblioteche pubbliche, testimoniano di una loro genuinità assoluta dal punto di vista storico.
Il contesto in cui queste vengono prodotte è da inquadrare nelle logiche della famiglia nobile, moderna, nelle strategie da questa istituzione, attivate in chiave conservativa, nella filosofia gerarchico-dinastica in cui alla figura del padre, marito, sottostanno moglie e figli per il buon del nome, del casato.
Considerato lo strumento privilegiato per perseguire questo bene assoluto, supremo, stabilendo rigidamente i ruoli del primogenito e dei cadetti, secondo una logica di convenienza economica e di prestigio sociale, l'istituto della primogenitura indirizza il nostro protagonista verso quei ruoli che si addicono proprio alla cadetteria. La sua condizione di terzogenito lo costringe a sopire qualsiasi aspirazione personale per sottomettersi al destino disegnatogli dal padre. Questi, gravato da numerosa prole, briga per dare a tutti i figli una sistemazione dignitosa possibilmente a salire.
La sua emigrazione giovanile in Baviera ha in queste premesse il prologo per un soggiorno che diventerà definitivo. Quanto avverrà nel corso della sua vita, privata e pubblica sarà scandito da queste lettere intrattenute con i membri della sua famiglia d'origine, in particolare con il fratello primogenito a cui riconosce quanto il padre aveva stabilito per titolo e per meriti. Tuttavia questa corrispondenza è anche la testimonianza di un brillante cursus honorum, che lo colloca ai massimi vertici della gerarchia militare e politica del ducato bavarese. Non è errato vedere in lui un epigono moderno di quel Guglielmo il Maresciallo partito da semplice servitore del re d'Inghilterra e diventato uno degli uomini più potenti e influenti del regno. La logica sottesa a cui lui sottostà, per obbedire al padre, è la stessa che il Maresciallo applica all'ultimo figlio cadetto, Anselmo: "mi è molto caro. Ma che viva abbastanza per poter essere cavaliere e cavalchi fino a farsi onore....". Sono passati cinque secoli ma la logica della cavalleria almeno nella sua Weltanschauung sembra rimasta immutata.
INDICE

Premessa

La famiglia d'origine: blasone e conservazione

I genitori del Cadetto: due figure rappresentative dei tempi

Il Cadetto a Monaco

Il carteggio: cronaca familiare e sullo stato dell'Impero

Relazioni tra Baviera e Piemonte:
Le Case Regnanti dei Savoia e Wittelsbach
I due ducati tra alleanze e collaborazioni

Introduzione al carteggio

Lettere

Indice analitico

TAVOLE




Gianfranco Martinatto

IL NOBILE EMIGRANTE

editore ALZANI
edizione 2013
pagine 206
formato 15x21
brossura
tempo medio evasione ordine
2 giorni

15.00 €
15 €

ISBN : 978-88-8170-487-3
EAN : 9788881704873

 
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