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MALAPOLVERE
una città si ribella ai "signori" dell'amianto
«A Balangero, in una collina tozza e brulla,
tutta scheggioni e sterpi, si affondava una ciclopica voragine conica, un cratere artificiale del diametro di quattrocento metri. C'era amianto dappertutto
come neve cinerina. Se si lasciava per qualche ora un libro su di un tavolo e poi lo si toglieva, se ne trovava il profilo in negativo».
Primo Levi, 1941

«Nella cava c'è solo il grigio polverone d'asbesto che, dove arriva, brucia foglie e polmoni».
Italo Calvino, 1954

«L'Eternit è uno degli esempi tipici delle storture del sistema: opera a Casale dove impiega circa 2.000 dipendenti di cui pochi arrivano alla pensione perché uccisi prima dall'asbestosi, dai tumori polmonari, dall'avvelenamento del sangue che è particolarmente frequente tra gli addetti alla lavorazione dell'amianto. Un capitolo triste che gli operai della Eternit vogliono risolvere».
Davide Lajolo, 1964

«L'amianto Casale Monferrato non lo vuole più».
Carlo Lucarelli, 2008

È troppo poco
«non dimenticare».
«Voler ricordare»
è molto di più.

Dall'inizio del secolo scorso fino alla fine degli anni Ottanta, la lavorazione dell'amianto ha provocato in diversi territori italiani un gigantesco disastro ambientale e procurato nella popolazione migliaia di lutti per mesotelioma, asbestosi e tumore polmonare, tra gli ex operai e i cittadini. In particolare, Casale Monferrato è diventata la città simbolo di una tragedia sociale destinata ancora a durare.
Per quasi trent'anni una giornalista vede, vive e annota le storie dolorose della città, raccontando la tempesta che si scatena quando arriva addosso «quella» diagnosi, anzi, ancor prima, quando sintomi banali e insignificanti sviluppano un irrefrenabile sospetto di malasorte. Sul sospetto, ancora lontano dall'essere confermato e che forse non lo sarà, è costruito il racconto iniziale. La seconda parte è dedicata alle testimonianze che riportano storie vere con un denominatore comune: sono di donne malate, o vedove, o figlie, o sorelle, tutte travolte, in qualche modo, dalla polvere. La terza parte è la cronaca di decenni di rapporto con la lavorazione dell'amianto, di sviluppo economico, di malattie professionali e di battaglie nei luoghi in cui la produzione è stata più radicata, come nel Casalese, ma anche a Cavagnolo, a Rubiera dell'Emilia e a Bagnoli di Napoli.
La conclusione è una lettera aperta ai «signori dell'amianto», una scommessa sulla speranza e la volontà di riscatto, una richiesta precisa e determinata: contribuire alla scoperta di una cura che guarisca dai danni della «malapolvere».

INDICE

Introduzione

Il sospetto

Racconto

Donne nella polvere
Testimonianze

Una storia lunga un secolo (... e non è finita)
Reportage

L'appello
Lettera aperta




Silvana Mossano

MALA POLVERE

editore SONDA
edizione 2010
pagine 192
formato 13x21
plastificato con alette
tempo medio evasione ordine
5 giorni

14.00 €
12.00 €

ISBN : 978-88-7106-584-7
EAN : 9788871065847

 
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