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Prove di Risorgimento su uno scenario europeo
EMANUELE LUSERNA DI RORA'
la famiglia e il suo tempo
INTRODUZIONE

Lo sguardo già era rivolto al centocinquantenario dell'Unità d'Italia, quando il Centro Studi Piemontesi e l'Associazione Culturale Amici di Bene, col contributo della Regione Piemonte e in collaborazione con la Città di Bene Vagienna decisero di dedicare a Emanuele Luserna di Rorà un Convegno di studi. Il volume che ne raccoglie gli Atti è, quindi, uno dei primi tangibili risultati delle celebrazioni della ricorrenza, in un complessivo contesto rievocativo in cui la "storia" non sembra, al momento di andare in stampa, destinata a essere al centro dell'attenzione.
Poche figure potevano essere più adatte, interessanti e, a un tempo, meno scontate per aprire un percorso celebrativo sugli anni cruciali del processo di unificazione e di consolidamento dell'Unità. I relatori, si diceva nei programmi del Convegno, avrebbero gettato nuove luci non solo su fatti che si vollero dimenticare in fretta, ma anche su una casata importante nella storia del Piemonte, di Torino e delle Valli del Pinerolese, il cui nome è saldamente legato pure al passato di Bene.
Emanuele Luserna (o Lucerna, come indifferentemente il cognome si scriveva) era sindaco di Torino quando fu, dopo un lavorio sottotraccia tra i governi di Italia e Francia, deciso il trasferimento della capitale a Firenze, con la "Convenzione del 15 settembre 1864". Il fatto, di portata dirompente, provocò tra i torinesi, e soprattutto tra quanti da breve tempo lo erano divenuti, trasferendosi in una città della quale era lecito prevedere un grande sviluppo, proteste (quanti posti di lavoro erano improvvisamente messi in discussione?), fermenti e, nelle giornate del 21 e 22 settembre, numerosi morti causati, nella migliore delle ipotesi da imperizia delle forze dell'ordine catapultate in città o, come si mormorò insistentemente, esito dell'azione di provocatori di incerta estrazione. Per alcuni anni grandi folle di cittadini commemorarono le ricorrenze annuali dei fatti di settembre con cerimonie religiose e processioni. Poi sui tumulti, sull'ingiustizia, sui morti scese il silenzio.
In Italia qualcuno sostenne che i sanguinosi eventi di Torino erano stati provocati «dalla condotta dissennata di quel Municipio, dalla imprevidenza dell'autorità, e dalla convinzione che il Re fosse contrario al trasporto della capitale». Fu inutile smentire, in modo chiaro e documentato, accuse e calunnie. I fatti furono ben presto circondati da una sorta di congiura del silenzio, anche se un dibattito e una polemica striscianti sopravvissero e sopravvivono.
Sembra molto probabile e, da alcuni angoli d'osservazione del tutto certo, che ministri e politicanti avessero preso la mano al Re, ponendolo sostanzialmente di fronte al fatto compiuto. D'altronde non era una gran novità il fatto che i Savoia, estinto il ramo primogenito, che percorreva (e avrebbe percorso) strade assai dissimili da quelle imboccate dai Carignano, fossero, in alcune scelte, non esclusivi e autocratici protagonisti, ma comprimari, quando non addirittura ostaggio delle "sette rivoluzionarie" che del percorso risorgimentale e unitario avevano disegnato un tracciato, certo non l'unico che avrebbe potuto essere seguito. Vittorio Emanuele II era effettivamente contrario al trasferimento della capitale, ma ciò non significava che potesse opporsi ad essa, dopo che i suoi rappresentanti avevano firmato il trattato. Dopo i fatti di Torino il Re chiese le dimissioni del governo, con un telegramma laconico e senz'appello indirizzato a Minghetti, in quanto Presidente del Consiglio dei Ministri, ma neanche il suo licenziamento poteva cambiare, ormai, il corso degli eventi.
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INDICE

Premessa

Introduzione

Programma del Convegno

ENRICO GENTA TERNAVASIO
Nota sulle vicende storiche dei Luserna

ROBERTO SANDRI-GIACHINO
Gli Oreglia nella storia di Bene e del Piemonte

ALESSANDRO ROSBOCH
Costanza Clementina Costa della Trinità e Carrù nata Luserna Rorengo di Rorà (1819-1884)

GIAN GIORGIO MASSARA
Nei domini dei Luserna: castelli e caseforti

ROSANNA ROCCIA
Emanuele Luserna di Rorà, sindaco di Torino: i giorni della «diniegata giustizia»

GUSTAVO MOLA DI NOMAGLIO
Torino tra sviluppo e crisi: Emanuele Luserna di Rorà e la Convenzione del 15 settembre 1864

SERENA SGAMBATI
Emanuele Luserna di Rorà e l'Associazione Liberale Permanente» (1864-1869)

MARCO ALBERA
Alessandro Allis, in arte 'Silla' e La via crucis di Gianduja

GIOVANNI BRUNAZZI
Luoghi antichi pwer una comunicazione moderna

INDICE DEI NOMI

INDICE




Albina Malerba - Gustavo Mola di Nomaglio - Roberto Sandri-G

EMANUELE LUSERNA DI RORA'

editore CENTRO STUDI PIEMONTESI
edizione 2008
pagine 288
formato 17x24
brossura con alette
tempo medio evasione ordine
2 giorni

26.00 €
26.00 €

ISBN : 978-88-8262-148-3
EAN : 9788882621483

 
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