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Alcune proposte
LUCANI
Guida ai migliori difetti e alle peggiori virtù
Schiacciata in un angolo del Mezzogiorno, tra la Calabria e il Tavoliere delle Puglie, la Basilicata nel cuore del Meridione sta come la Svizzera in Europa: bella, pulita e onesta, però non se la ricorda nessuno.
Eppure vi si arriva direttamente dalla più grande autostrada d'Italia, la A1, o col treno che passa per Potenza. Ultima regione inesplorata, si può percorrere da parte a parte in poche ore, lontano dal caos e dal turismo di massa. Raccolti in una manciata di poche migliaia di chilometri quadrati, in questa regione convivono paesaggi bellissimi: le lunghe spiagge sabbiose del litorale ionico diventano rocce a picco sul mar Tirreno; ovunque chiese e palazzi raccontano la storia - dalla Magna Grecia all'Unità d'Italia -, le dolci colline appenniniche si inerpicano improwisamente, fino a diventare le aspre cime delle Dolomiti Lucane.
Qui vivono i lucani, non così diversi dagli altri meridionali se non che, appena aprono la bocca, sentenziano: «Qui nun
g'è niend». Non che non amino il luogo in cui sono nati, anzi l'adorano con la passione di una minoranza etnica, si inteneriscono al suo ricordo quando sono lontani e, se vivono fuori dalla loro regione, si sentono
profondamente uniti a chi ha la loro stessa
provenienza.
I lucani sono fatti così. Perché la Basilicata, più che una regione, è una comunità. La «lucanità» non ha confini geografici: se sei lucano ne farai sempre parte, dovunque tu sia. Un lucano... è per sempre.

INTRODUZIONE
di Pietro Simonetti

Secondo le ultime stime ci sono oltre 1.600.000 lucani nel mondo. Dal 1876 al 2005 sono emigrate dalla Basilicata complessivamente 738.854 persone. A metà Ottocento il raggio delle partenze lucane oltrepassava la nazione. Molti di loro non solo visitarono le maggiori città italiane, ma giunsero nelle città europee e persino americane. Il numero dei partenti aumentò esponenzialmente dopo l'Unità, quando si registrò il peggioramento di una situazione già in precario equilibrio. Alla fine del secolo, Francesco Saverio Nitti scrisse che nell'Italia unita i contadini lucani avevano avuto due sole possibilità: emigrare o darsi alla macchia. Chi optò per la prima, scelse in genere di recarsi in America, perché il viaggio in nave costava meno di quello via terra in Francia, Germania o Svizzera. Non mancarono tentativi di trovare lavoro in Europa o in Nord Africa: queste ultime due mete furono nuovamente raggiunte nel periodo tra le due guerre, quindi nella seconda metà del Novecento verso il triangolo industriale italiano e l'Europa continentale (Germania e Svizzera).
Tuttavia l'emigrazione intercontinentale restò sempre la destinazione più agognata. Alle mete maggiori (Stati Uniti, Argentina, Brasile, Australia e Uruguay) se ne aggiunsero altre minori, caratteristiche dell'emigrazione. In effetti è possibile distinguere i vari flussi lucani anche perché di sovente fondati sui mestieri: i musicisti erano di Viggiano, i calderai e orafi di Rivello e Nemoli, i minatori di Lauria e gli edili di Lagonegro e della montagna materana, gli indoratori di Maratea. Inoltre le stesse località di arrivo, in particolare negli Stati Uniti, erano indicative: da Avigliano si andava a New York, da Maratea in Colombia, da San Fele a Sidney, da Viggiano e Grumento Nova
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INDICE

INTRODUZIONE di Pietro Simonetti

BASILICATA, AMORE CON PUDORE

LUCANI DI BASILICATA
Rocco e i suoi fardelli
Rotondella Dolcedorme: tra lo Ionio e il petrolio
Cavalleria... lucana
Illustri turisti
L'importante è la salute
«Quann'è vera la Maronna! »
Che schifezza!

A CACCIA DI BELLEZZE E SEGRETI
La più amata dai meridionali
Tra sacro e profano...
Una città patrimonio mondiale dell'UNEsco
«Nun geccd niend! »
I laghi di Monticchio
Vacanze da nobili
Dove volano le aquile

QUI SI È FATTA LA STORIA... E LA PREISTORIA
La costa ionica, ovvero la «Magna Grecia»
Alle radici
Regione ribelle
«Mo' basta», ovvero l'ineluttabilità delle cose
Breve cronologia degli invasori
Musei à la carte

TUTTA COLPA DELLA GENTE
Strategie di sopravvivenza
A proposito di famiglia
«Cos'... queddu dà», ovvero la vaghezza
Il giorno delle nozze

IDENTIKIT DELLA DONNA LUCANA
Permalosa e fiera
Moglie lucana, fedele pentita
Chi dice donna dice...
Cosa pensano degli uomini
Facciamo l'amore
Nun tuccd a mamma!

LA «VOZZA», OVVERO SON GOLOSO E NON MI PENTO!
Soppressata & Co.
La tavola del contadino
Saziarsi a tavola
Un invito senza riserve
Assaggi tipici
«'A FATIGA»
Contadini, poeti, briganti...
... ed emigranti
Da grande voglio fare... l'artigiano!
... e /o scienziato!

BELLA D'ESTATE
Il Matrimonio dell'albero, processioni e sagre
La storia bandita
«Restare» in ferie
Picnic e fisarmonica
Ma che ridere!

LA LINGUA DELLA TERRA DI MEZZO
Piccolo manuale di sopravvivenza per i non lucani
Capirsi a tavola
Passato e presente
Autentici lucani
I proverbi: se li conosci li eviti

LUCANI COME NOI
Orazio
Manfredi
Isabella di Morra
Gesualdo da Venosa
Egidio Romualdo Duni
Francesco Mario Pagano
Carmine Crocco
Giustino Fortunato
Francesco Saverio Nitti
Silvio Spaventa Filippi
Giuseppe De Robertis
Leonardo Sinisgalli
Albino Pierro
Carlo Salinari
Rocco Scotellaro
Pasquale Festa Campanile
Beniamino Placido
Anna Bancroft

Abbiamo parlato di... (luoghi citati)

L'AUTRICE




Angela Langone

LUCANI

editore SONDA
edizione 2010
pagine 140
formato 13x21
plastificato con alette
tempo medio evasione ordine
2 giorni

11.00 €
7.00 €

ISBN : 978-88-7106-571-7
EAN : 9788871065717

 
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