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LA GIUSTA PARTE 1933/1945
Percezioni dirette e testimonianze
Dal fascismo alla democrazia. Con lo sguardo di quel tempo e con l'esperienza degli anni successivi.
Con l'intento di partecipare, di riflettere, di ritornare sulla forte attualità di quel passaggio, fatto di scelte e di responsabilità, ma anche di limiti e contraddizioni. Così questo volume presenta l'esperienza di Pietro Reverdito, dagli anni Trenta al termine della seconda guerra mondiale, uscendo dai luoghi comuni, dal conformismo celebrativo e dalle presunte "novità" storiografiche oggi talora di moda.
Giovanissimo protagonista della resistenza locale e poi maestro per 40 anni in Val Bormida, l'autore ci offre anzitutto una serie di brevi percezioni dirette: quasi come scatti fotografici. che mettono a fuoco una serie di fatti e persone dell'infanzia e soprattutto degli anni della guerra e della lotta di liberazione. Quasi cento racconti brevi che - con intensità ed insieme con delicatezza - ci riportano alla memoria un frangente drammatico ma fondamentale della nostra storia. Il desiderio di ricordare, non per nostalgia ma per trasmettere ai più giovani un'esperienza ed un impegno civile mai smesso, è al centro anche della seconda parte del volume: sulle orme del passato riproduce alcuni scritti, memorie e riflessioni sull'attualità dei valori resistenziali e costituzionali, alla luce delle esperienze successive, fino ai giorni nostri. Numerose foto, documenti inediti e schede storiche accompagnano il testo, mentre una serie di disegni originali e inediti dell'artista Concetto Fusillo illustrano alcuni degli episodi narrati. A gettare un ponte tra memoria, storia e futuro.


PREFAZIONE

In questi anni la riflessione storica sui tenni della guerra e della resistenza ha registrato una significativa ripresa di interesse e di lavoro da parte degli storici, degli insegnanti e più in generale dei cittadini. Il dibattito sul revisionismo, se da un lato ha fatto affiorare aspetti e vicende prima poco conosciute e discusse, dall'altro ha però rischiato di confondere le carte, sovrapponendo alla ricerca e al giudizio storico una nuova intenzionalità politica. A tratti emerge così una sottovalutazione della resistenza o addirittura una sua liquidazione rispetto all'insieme della storia nazionale, quasi che essa possa considerarsi un episodio secondario, e non il momento fondante del percorso che conduce alla Costituzione. La riproposizione di fatti che evidenziano limiti, contraddizioni, errori, violenze di gruppi o singoli partigiani finisce così per servire non tanto ad avere un quadro più preciso e articolato di quei convulsi mesi del 1943- 45, quanto a "dimostrare" la pochezza della resistenza, se non quando la sua "immoralità": si finisce così col perdere di vista il quadro complessivo, ma anche di smarrire il giudizio morale sul fascismo, puntando ad una "equiparazione" delle idee, dei progetti, dei valori tra dittatura e democrazia.
Inoltre, quanto più il dibattito si fa ideologico, quanto più si fatica a cogliere la varietà e complessità del movimento resistenziale, a comprendere il travaglio di quanti - cresciuti sotto la dittatura e dentro la tragedia della guerra - hanno maturato una ribellione, sovente prima morale che politica.
Per questo il libro di Pietro Reverdito ci aiuta a recuperare il senso delle cose, a partire dal punto vista esistenziale di un giovane, che appena diciassettenne sceglie di andare con i partigiani. Prima nella zona di Ponzone, poi sulla Langa di Roccaverano. Il suo è uno sguardo idealista, di chi si ribella a un modo di pensare e di fare - oppressivo e violento - per costruire un mondo diverso. Ma è anche uno sguardo molto concreto, di chi sa porsi domande, di chi - anche nella lotta - non smette di pensare, cerca di capire, di chi guarda al futuro ma impara la prudenza e rifugge dal fanatismo. È convinto di essere dalla "giusta parte" ma non smette di considerare uomini, persone, quelli che stanno "dall'altra parte".
Pedrin ci offre così un tracciato molto significativo a partire dall'infanzia degli anni Trenta, quando anche nei piccoli paesi la presenza e la propaganda fascista e bellicista entrano pesantemente nella vita dei ragazzi attraverso la scuola e le organizzazioni di regime.
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INDICE

Prefazione di Carla Nespolo

Introduzione di Angelo Arata

I° parte: MEMORIA E STORIA
1. Perché ricordare
2. Per una lettura consapevole (nota sulle parole chiave)
3. Immagini che ritornano

2° parte: PERCEZIONI DIRETTE
Gli anni Trenta
La guerra
La resistenza

3° parte: SULLE ORME DEL PASSATO
Per la libertà. Intervista sull'esperienza partigiana
Memorie partigiane. Il Novecento
La vicenda di Aldo Ottolenghi
Di banda in banda. La storia di Pablo
La resistenza è donna. Nell'anniversario di Teresa Bracco
Partigiano Traversa Vincenzo Vislan: presente!
Una liberazione monca di libertà
Un paese che si ritrova: Denice
Ti racconto la guerra
La Langa tradita
Serata non condivisa
E poi?
Amo una donna. Anzi, l'amavo

È libertà (poesia)

Profilo biografico dell'autore

Bibliografia




Pietro Reverdito

LA GIUSTA PARTE 1933/1945

editore IMPRESSIONI GRAFICHE
edizione 2010
pagine 160
formato 16x24
brossura
tempo medio evasione ordine
2 giorni

13.00 €
11.10 €

ISBN : 978-88-6195-022-1
EAN : 9788861950221

 
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