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GHIACCIO VIVO
storia e antropologia dei ghiacciai alpini
I montanari del Seicento vissero l’avanzata dei ghiacciai alpini come una maledizione, ma nel Settecento questa visione si è rovesciata grazie alla progressiva rivalutazione dell’alta montagna e alla percezione positiva dei ghiacciai, rivelatisi nella rappresentazione artistica, nell’avventura alpinistica e nella colonizzazione turistica.
Se i nostri antenati temettero la discesa dei fiumi gelati, fonte di disordine e distruzione, al contrario noi temiamo e subiamo la salita dello zero termico e l’arretramento delle nevi. Il «drago» delle paure e delle leggende primordiali si libera dal suo gelido sudario e riappare negli incubi notturni dell’improvvido popolo di internet al tempo del disgelo.


INTRODUZIONE

Cambierà? Non cambierà? Sulle Alpi si dicono tante cose a proposito del cielo. Forse perché è più vicino. Anche se le streghe e i diavoli non esistono più, e gli ultimi draghi li trovi sulle copie anastatiche dei libri antichi, ancora si cerca di decifrare i progetti delle montagne, nella speranza di arginarne il mistero. Per esempio è opinione comune che i temporali dell’Assunta portino via l’estate, perché il cielo che viene dopo è già quello di settembre. È uno dei tanti detti della meteorologia popolare, che da quando c’è un abitante sulla terra, e più che mai sulle montagne, provano fatalisticamente a dare ordine e senso a ciò che sfugge alla regola: il clima, le stagioni, i capricci del tempo.
Forse lo pensavano anche i valligiani del tardo Medioevo, che dovettero beneficiare di estati in parte confrontabili alle nostre, e certamente gli sfortunati montanari del diciassettesimo secolo, che con l’avanzare impetuoso dei ghiacciai si accorsero di quanto fossero diventate brevi le loro estati, e di quanto il resto dell’anno fosse ormai solo un mesto, interminabile inverno alpino. «Tre mesi di freddo e nove di gelo» ironizzava l’abbé valdostano Pierre Chanoux, e si era già in pieno Ottocento.
Il 20 agosto 2009 Chamonix è una città rovente. Chiudendo gli occhi potresti immaginare di essere a Bologna, Palermo, Tunisi. Ferragosto è passato senza un fulmine o una goccia di pioggia, e invece di chiudere l’estate l’ha rilanciata nella più assoluta, inquietante violenza. È la bolla africana, spiegano i meteorologi da una settimana, e da sette giorni l’afa non concede tregua neanche sopra i mille metri, con l’isoterma alle stelle, sempre più vicino alla cima del Monte Bianco. È un mondo capovolto. Nella capitale dell’alpinismo i turisti sfuggono la montagna cercando refrigerio all’interno dei negozi con l’aria condizionata, dove maneggiano ramponi con le mani sudate e sfogliano libri che raccontano di neve, ghiacciai, cascate, seracchi. Si è rotta ogni relazione logica tra i panorami gelati delle fotografie e gli stessi panorami inquadrati dalle finestre della libreria, da giorni imprigionati in veli di vapore, colori pastello, fumi di caligine, luci opalescenti. Fuori il sole è così bollente che i turisti preferiscono gli scaffali del grande magazzino, e alla fine, sfogliando sfogliando, credono più veri gli scenari patinati dei libri degli spazi foschi della montagna. La riproduzione ha sostituito la realtà.
D’altra parte il Monte Bianco sarà bellissimo anche nel suo abito sahariano, ma chi è sceso dal Col des Montets avrà notato le tristi scarpate detritiche della Petite Aiguille Verte, proprio sopra l’arrivo della funivia, e lo squarcio bianco sulla parete ovest del Petit Dru, che più che una ferita è un intervento plastico a viso aperto. Il chirurgo ha agito sottocute intaccando il permafrost. Dopo le frane del 1997 e del 2005 i Drus non sono più i Drus, hanno cambiato profilo, colore, fisionomia.
[..]


SOMMARIO

Introduzione

Il paradiso perduto
L’interpretazione mitica
Nord sud, oriente occidente
L’acqua dell’altro mondo
Il doppio sguardo
La mucca bianca

Il purgatorio di ghiaccio
Le anime dei Walser
Fantacronache dall’Aletschgletscher
I misteri della Lötschental
Ai piedi della Dent Blanche

Lo sguardo riformato
Burnet e il diluvio
La Svizzera al centro
Il mito di Guglielmo Tell

Lo sguardo scientifico
L’incommensurabile tempo del ghiaccio
Mio buon angelo
Il mistero svelato
Un lungo inverno siberiano
Uomini che dormono sulla schiena del drago
La discesa agli inferi

Lo sguardo romantico
Ordine e disordine
I bianchi drappeggi delle Alpi
Dove batte la luna
Il mito della purezza
Il rovescio della poesia

Lo sguardo latino
Viaggio sul Monte Rosa
La divulgazione dell’alta montagna
La strana cura
Ci manca che siano studiati
Triste ghiacciaio regale

Morte per ghiaccio
Cicliche memorie, cicliche sventure
L'inarrestabile avanzata
Lo spirito del Marjelensee
Sette case sotto il ghiaccio
E' buio sul ghiacciaio
Si trema anche di disgelo

La sfida alpinistica
L'istinto e la scienza
I pionieri restituiti dal ghiacciaio
La scienza ai margini
Vertigini di ghiaccio
La Brenva, all'ombra del Cervino
La supremazia delle guide
Dieci punte cambiano la vita

La seconda conquista

La buona neve
Le montagne d’inverno
Lo sci, una malattia contagiosa
Quelli che non andavano a piedi
La maratona dei ghiacciai

La terza conquista, o il paradiso secolarizzato

Il tempio misterioso
Il tempio sconsacrato
Foto di ghiacciaio con Cervino
L’ultimo turista che salì a piedi la Jungfrau
Il filo teso
Commando sulla Vallée Blanche

L’inferno di ghiaccio
La Guerra bianca
Marmolada: il ghiacciaio abitato
Adamello: il ghiacciaio insanguinato
Non uccidere, non farsi uccidere

Il ghiacciaio romanzato
Rapimento e restituzione
Montagna mistica e assassina
La prigione di ghiaccio
Il crepaccio vendicatore

Il terreno di gioco contemporaneo

Rivoluzione sul ghiaccio
La neve rossa
Sotto un cielo di ghiaccio

I serbatoi dell’Europa
Creature sensibili
Le Alpi, crocevia delle acque
La regolazione dei flussi
Trenta miliardi in meno
La terza età dell’oro
Il buono e il cattivo umore
La quarta età

Il tempo del disgelo
Anche i grandi soffrono
Che fare?
Limitare le perdite
Una mutazione estetica
Nuovi paesaggi, nuovi sguardi

Il purgatorio capovolto

Il peccato ambientale
Due appelli dalla letteratura
La montagna perduta
Ritorno ai monti
Più lento, più profondo

Bibliografia

Indice dei nomi

Indice dei luoghi




Enrico Camanni

GHIACCIO VIVO

editore PRIULI & VERLUCCA
edizione 2010
pagine 302
formato 14x21,5
cartonato con sovracoperta a colori
tempo medio evasione ordine
ESAURITO

18.50 €
18.50 €

ISBN : 978-88-8068-493-0
EAN : 9788880684930

 
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