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FRANCESCO PANIGAROLA (Milano 1548 - Asti 1594)
studio storico-letterario
Il presente studio storico-letterario è la ripresa, aggiornata alla luce degli ultimi saggi critici (in verità scarsi, parziali o poco significativi) della tesi di laurea in lettere conseguita dall'autore presso l'Università di Torino nel 1954. Allora portava in titolo di Saggio Letterario su Francesco Panigarola e rimase inedito.
A distanza di 40 anni il lavoro è stato riscritto daccapo e ampliato nei riguardi di certi aspetti storici; così pure è stata maggiormente puntualizzata la posizione del Panigarola delle vicende letterarie italiane. Non è casuale che esso venga alla luce in occasione del 40 centenario della morte di questo scrittore, che è ignorato o scarsamente messo a fuoco e perfino svisato dalla critica contemporanea.
Salve le debite riserve, questo si propone come l'unico studio unitario e completo, nell'ambito prestabilito, su un personaggio che merita il suo posto non solo nel campo dell'eloquenza, ma come figura rappresentativa della cultura cattolica e, più ín generale, della cultura letteraria italiana in un periodo poco conosciuto della sua storia.


PREMESSA

Fu durante il lungo periodo delle mie frequentazioni della cattedrale di Asti che nacque in me e crebbe col tempo il desiderio di conoscere chi fosse stato il Panigarola. Nella scia di luce che pioveva dai lunghi e sottili finestroni dell'abside, bagnata nei colori delle vetrate, avevo osservato più volte la piccola lapide mortuaria, bianca e seminascosta, incavata nello zoccolo grigio della prima e altissima colonna che sorregge il tiburio e delimita a destra il presbiterio inferiore. Poche parole reca l'epitaffio:
HIC IACET
FRANCISCUS PANIGAROLA
EP. AST.
CUIUS ANIMA IN BENEDICTIONE SIT
Nessun fronzolo, nessun ornamento. Impressione di solitudine e di freddo sotto le ardite arcate gotiche sgargianti di figure e di colori barocchi. Stridente contrasto fra quella che, confusamente, sapevo essere stata la gloria di un tempo e l'attuale stato di oblio. Avevo letto di lui, chissà dove, la lapidaria definizione di «principe dell'oratoria del Cinquecento». E mi martellava la mente il ricordo scolastico del motto famoso: «Nescit praedicare qui nescit panigarolare».
Dentro di me si acuì allora la voglia d'indagare le vicende di quest'uomo, di rintracciare qualche libro che parlasse di lui. Non ne trovai. Mi dovevo accontentare delle succinte notizie riportate dalla Treccani. Poi venni a sapere che giacevano in due biblioteche di Asti alcuni suoi libri dalle gialle e grinzose copertine di cartapecora.
Debbo confessare che il primo incontro con quelle pagine stampate a cavallo tra il '500 e il '600 mi freddò l'iniziale entusiasmo. Provavo un vivo senso di fastidio nel leggere quella prosa turgida, distesa in ampie arcate periodiche, zeppa di parole arcaiche, di caratteri tipografici inconsueti e sovente cifrati, di frasi spezzate da una punteggiatura scriteriata.
[..]
FRANCESCO PANIGAROLA fu il più celebre oratore sacro del Cinquecento italiano. Nato a Milano nel 1548, studiò dapprima nella città natale alla scuola degli umanisti Natale Conti e Aonio Paleario; poi seguì i corsi di diritto a Pavia e a Bologna. Nel 1567 entrò nell'ordine francescano dei Minori Osservanti a Firenze, dove perfezionò lo studio della lingua. A Padova (1568) studiò matematica, poi logica aristotelica sotto Bernardino Tomitano. A Pisa (1569) continuò l'apprendimento della filosofia scolastica e iniziò gli studi di teologia che completò alla Sorbona di Parigi (1571-73). Tornato in Italia, fu lettore di teologia presso vari conventi, ma soprattutto riprese la prestigiosa attività della predicazione, che da lui iniziata a 22 anni nel 1570 già l'aveva reso celebre anche all'estero (ad Anversa, a Lione e a Parigi). Come oratore sacro salì sui pulpiti di tante città d'Italia, preceduto e seguito dalla fama entusiastica che lo consegnò alla storia. Collaborò con S. Carlo Borromeo in Lombardia e nei Grigioni per contrastare la riforma protestante, specialmente calvinista. Nel 1586 Sisto V lo nominò suffraga-neo del vescovo di Ferrara e l'anno seguente vescovo titolare della diocesi di Asti. Qui continuò l'opera riformatrice del predecessore mons. Domenico Della Rovere (1568-87) nei sette anni della sua attività pastorale. Morì improvvisamente in Asti il 30 maggio 1594. Aveva 46 anni. Rimangono di lui moltissime opere stampate e manoscritte.

INDICE

PREMESSA

INTRODUZIONE
[..]

Cap. I - L'uomo
1. PROFILO BIOGRAFICO
[..]
2 POSTILLE STORICO-BIOGRAFICHE
[..]
3 INTERPRETAZIONE DELLA PERSONALITA'

Cap. II - L'esperienza culturale
1 AMBITRO E CVALORE DEGLI STUDI UMANISTICI
2 LE RIME DEL PANIGAROLA
3 LA LETTERATURA ECCLESIASTICA
4 LA BIBBIA

Cap. III - La dottrina religiosa
1 IL PENSIERO TEOLOGICO
2 MOTIVI DELL'UMANESIMO RELIGIOSO
3 SPUNTI DI VITA MORALE
4 IL PENSIERO POLITICO

Cap. IV - Retorica sacra e classicismo
1 STRUTTURA DELLA PREDICA
2 L'"ARGOMENTARE ORNATO"
3 CONTEGNO DI FRONTE AL CLASSICISMO

Cap. V - La struttura espressiva oratoria
1 INTELAIATURA VERBALE BIBLICA
2 TESSUTI RAGIONATIVI
3 TONI DI ELOQUENZA

Cap. VI - Il linguaggio panigaroliano
[..]

Cap. VII - Il capolavoro oratorio

Cap. VIII - La posizione del Panigarola nella storia dell'eloquenza e della letteratura

APPENDICE
DUE PREDICHE ESEMPLARI
- Introduzione ai testi
1 "DI DIO RE E DEL REGNO DI FRANCIA"
2 "LA PESTE"





Giuseppe Torta

FRANCESCO PANIGAROLA

editore GAZZETTA D'ASTI
edizione 1994
pagine 238
formato 15,5x22
brossura
tempo medio evasione ordine
ESAURITO

25.00 €
25.00 €

ISBN :
EAN :

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