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LA FLOTTA SCOMPARSA
Storia degli armamenti velici viareggini
I bastimenti
Centinaia di velieri, immagine simbolo di una Viareggio marinara, si identificano nella "flotta scomparsa", emergendo dalle pieghe caliginose del tempo e dai meandri remoti della memoria, grazie all'analisi di manoscritti ingialliti, giornali di bordo e ruoli d'equipaggio, a fronte di una scarsa e frammentaria documentazione ufficiale.
Quest'opera costituisce la sintesi di una faticosa ricerca ricostruttiva di un mondo i cui protagonisti, oltre al ceto marittimo, erano i cantieri e i bastimenti, quelli dell'ultima vela. I velieri commerciali, le "formiche del mare", ritrovano in questo volume singolare e prezioso una propria identità, risvegliando vivi e palpabili ricordi di un'epoca romantica e suggestiva.
Un'opera unica, ricca di riferimenti iconografici, per far rivivere un brano di storia dai contorni evanescenti e lacunosi che rischiava di essere dimenticato per sempre.

Con questa nuova opera, il comandante Flavio Serafini offre al grande pubblico degli appassionati di storia marittima un quadro inedito e suggestivo di bastimenti e uomini protagonisti assoluti, e sino a oggi dimenticati, della Marina Mercantile Italiana. La flotta scomparsa è il frutto di un lungo e intenso lavoro attraverso anni di ricerche approfondite basandosi sulla documentazione d'archivio ancora reperibile.
L'opera offre per la prima volta un'analisi adeguata dei traffici marittimi, della cantieristica toscana e dell'ultima Vela Italiana.
I "bastimenti", in questo volume, assumono la veste di veri protagonisti in una carrellata storica costellata di nomi e dí date, di cifre e di riferimenti. Ne è scaturito un flash back sulla tipologia dei vari bastimenti, una rievocazione delle attività e dell'evoluzione nel tempo dei commerci marittimi e dell'epopea velica, dallo splendore al canto del cigno seguito dall'inesorabile declino.

INTRODUZIONE

Le superstiti e scheggiate bitte in pietra che orlano le sponde del Canale Burlamacca e alcune logore banchine delle vecchie Darsene restano le uniche e mute testimonianze di un grande passato, quello dell'Ultima Vela. Nel 1980 veniva dato alle stampe, edito da Mursia, il mio volume Vele nella leggenda, la storia della Vela del Ponente Ligure, oggi introvabile, con molti riferimenti ai bastimenti viareggini varati a Oneglia dai Fratelli Ambrogio e Francesco Terrizzano. Non avrei mai pensato, allora, che sarei ritornato sull'argomento.
Centinaia e centinaia di velieri, simbolo trascurato dalla storia di una Viareggio marinara, non hanno lasciato memorabili o palpabili ricordi: rappresentano soltanto la "flotta scomparsa" nelle pieghe oscure e caliginose del tempo e nei meandri remoti della memoria, talvolta solo riportati in pochi e dispersi documenti d'archivio.
Oggi, mentre la Città tenta di riscoprire le proprie radici con il Museo della Marineria recentemente allestito, ho creduto opportuno affrontare una difficile, anche se tardiva, ricerca ricostruttiva del mondo che animava cantieri e bastimenti, con generazioni di uomini rudi, laboriosi e semplici, un'umanità, l'espressione migliore di un territorio che oggi ha demandato la memoria ad altri eventi, mondani o spettacolari. Troppi anni sono passati. Mi sono trovato solo, con mezzo secolo di ritardo, in un deserto della documentazione ufficiale: della moltitudine sterminata di velieri e naviganti si era perduto anche il ricordo, talvolta evocato come leggenda metropolitana unicamente da qualche familiare di terza generazione. Chi avrebbe potuto aiutarmi, con l'intensità delle memorie personalmente vissute nella Darsena, come il Raffaello Celli, era già scomparso da tempo. Così per Francesco Bergamini e Carlo Pezzini, che con tanto amore e dedizione avevano preceduto il sottoscritto.
La "flotta scomparsa", oltre che della dispersione dei documenti ufficiali, è stata vittima delle ingiurie del tempo, degli eventi di mare, dei due conflitti mondiali e dei frequenti passaggi di proprietà e iscrizioni ad altri Compartimenti Marittimi. Le Darsene, tornate deserte e private di alberature e pennoni, appaiono oggi rigenerate a nuova vita con moderni scafi che ignorano il profumo e il fascino del legno: le "vasche da bagno" dell'attuale diportismo, ricche di luci scintillanti e di vetroresina, di apparecchiature stratosferiche ove eleganza e sfarzo la fanno da padrone, rivitalizzano nuovamente la Città dopo decenni di silenzioso oblio, in un complesso di attività senza calore e anima, ma certamente innovativo e al passo con i tempi.
In queste pagine i velieri viareggini, protagonisti come gli uomini, possono così presentarsi per la prima volta alle nuove generazioni, riproponendo epoche lontane perdute nel tempo, sofferte navigazioni mediterranee, tribolate traversate oceaniche e la perizia nautica di quella Gente di Mare, rude e valorosa, avvezza al vento di libeccio come agli sferzanti rigori della tramontana. È la storia di un porto che non decollò mai, di alcune generazioni di uomini audaci e dalle umili origini, e di una Città che seppe, con un duro e tenace lavoro, trasformarsi da una landa paludosa e malarica in una cittadina moderna e laboriosa. Quella viareggina, in termini di grandi velieri dal punto di vista oceanico e quindi del lungo corso, è stata una marineria minore se raffrontata con altri centri marittimi come, per esempio, Camogli; i velieri che hanno "disimboccato lo Stretto", per usare il linguaggio tipico del Capitano di Gran Cabotaggio Raffaello Martinelli, il "Bava", non furono molti, ma superiori agli altri come tecnica, formazione e scuola, certamente gli ultimi nelle sparse marinerie nazionali a soccombere alla fine di un'epoca, quella del tramonto della vela!
Questo lavoro accende i riflettori su anni difficili, sulla professionalità e sull'evoluzione dei cantieri locali e degli equipaggi dei bastimenti, rendendo loro un omaggio dovuto e consegnando finalmente alla storia una flotta che non apparteneva neppure alla memoria collettiva, la flotta scomparsa, appunto.

Flavio Serafini
SOMMARIO

Prefazione

Introduzione


I
Storia di un porto sempre precario e di una costa pericolosa
La storia del porto canale di Viareggio e della limitrofa costa toscana è costellata di naufragi e tragedie.

II
Nascita di una marineria

Una statistica navale viareggina a metà dell'Ottocento.

III
Memorie della Darsena

Una donna illuminata, Maria Luisa di Borbone, Duchessa di Lucca, apre la stagione delle darsene.

IV
Storia del Casato Picchiotti

I primi costruttori navali operano a Limite sull'Arno.

V
I cantieri

Una generazione di costruttori navali.

VI
I cantieri navali di Oneglia lavorano anche per Viareggio

L'affermarsi dei Cantieri Terrizzano nell'estremo Ponente Ligure
contribuisce allo sviluppo della flotta viareggina.

VII
La leggenda di un uomo di mare chiamato il "Bava"

Vita del Capitano di Gran Cabotaggio Raffaello Martinelli (1852/1936).

VIII
Storie di velieri

Eugenio, Nelly e Catone.

IX
Il Casato Antonini

I primi e gli unici Capitani viareggini sulla rotta di Capo Horn.

X
La flotta si presenta

Per la prima volta la storia si occupa di mille velieri.

Bibliografia

Indice




Flavio Serafini

LA FLOTTA SCOMPARSA

editore GRIBAUDO
edizione 2010
pagine 440
formato 26x31
cartonato con sovracoperta a colori
tempo medio evasione ordine
ESAURITO

55.00 €
55.00 €

ISBN : 978-88-7906-873-4
EAN : 9788879068734

 
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