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Alcune proposte
FARAUAIJ: BRICIOLE
Briciole di saggezza, briciole di ricordi e di autoironia
PREMESSA

A 192 metri sul livello del mare, Fubine è un bel paesino del Basso Monferrato, ultime propagini di colline che digradano verso la piana alessandrina. È situato in un baricentro pressochè equidistante tra le città di Casale Monferrato 25 km, Asti 30 Kin e Alessandria 20 Km. Il corso d'acqua che attraversa il suo territorio è il torrente Grana, che sfocia nel Po a Valenza.
Il Comune conta circa millesettecento persone. I lavoratori in maggioranza gravitano nei centri vicini.
Ha una zona industriale ospitante quattro aziende che operano nel campo della meccanica, illuminazione e lavorazione del legno. In paese vi sono altresì ditte artigianali che si occupano di maglieria e capi d'abbigliamento (produzione e vendita) e articoli per oreficeria.
Un'autocarrozzeria è presente alla Fugassa, un'autofficina in via Borghi. L:agricoltura è per lo più estensiva con produzione di cereali e foraggi, essendo quasi insignificanti le realtà vitivinicole, e ortive (asparagi). Fanno eccezione i vinifìcatori: Carlevaro della Fugassa, detto u Jvisser (lo Svizzero) che vende in Svizzera, Colle Manora e Tenuta Boemia. I pochi produtttori di uve conferiscono perlopiù alla Cantina Sociale di Altavilla Monferrato.
rallevamento del bestiame insiste alla frazione Nani ed è suinicolo, nonchè alla cascina Volta, bovino.
Un fiore all'occhiello per il Comune di Fubine è la presenza di Enosis, un laboratorio di analisi ed enologia tecnologicamente avanzato, che lavora in collaborazione con le Università di Agraria. E di proprietà del Dr. Lanati, che è anche titolare di una riserva di caccia.
Il turismo da reddito non è molto importante non avendo Fubine attrazioni quali il mare o i monti, ma le bellezze naturali sono fruibili attraverso le sue colline coperte di boschi e coltivi. La tranquillità e la bontà dell'aria ne fanno una località molto godibile per chi ha la passione della campagna.
L'altra riserva di caccia è del dr. Caprotti, proprietario di 140 supermercati Esselunga nel Nord Italia, e si estende per più di 300 ettari.
Gli esercizi a Fubine sono una ventina tra albergo, ristoranti, bar, agriturismi, bed and breakfast, pizzerie, alimentari, pasticcerie, di cui la nuova è "Il Sesto Senso", farmacia, gastronomia, macellerie (Luigi e Maurilio), panetteria e fiorista, calzature e abbigliamento.
Il nostro paese ha da sempre la nomea di realtà culinaria e di svago. Non viene smentita questa fama, poichè d'estate si può fregiare di una sequela di feste e sagre che durano 40 giorni. Allietano infatti i suoi abitanti e i moltissimi ballerini che provengono da ogni dove la festa della Lega, quella del Patrono S. Cristoforo, dell'Unità, le varie Leve. Sagra famosa è quella degli asparagi, organizzata dalla Pro Loco, che si prefigge di far conoscere un ottimo prodotto della terra fubinese.
Operano sul territorio diverse associazioni di volontariato e beneficenza: Avis, Alpini, CRI, l'Abbraccio, Compagnia Teatrale, Fondazione Robotti, Centro Studi Monferrini, Banda Musicale, Sunadur dal Ravi, Sporting, Parrocchia, Protezione Civile.
E un paese, insomma, che si dà da fare con iniziative meritevoli e umanitarie.
La Parrocchiale di S. Maria Assunta è romanica risalente al millecento, ristrutturata e arricchita nel secolo XIX. Il bel campanile, simbolo del nostro Comune, svetta per 56 metri, ed è un esempio di maestria architettonica. Altre chiese agibili e consacrate sono due: del Carmine e Conserra, dove si svolge la festa di S. Giuseppe. Organizzata dal rione Valle, dalla Parrocchia e dalla Pro Loco, è un atteso appuntamento di marzo.
La messa pomeridiana è celebrata all'aperto e vengono distribuiti, a offerta, le famose frittelle dolci (frició) e quelle a base di mele. È ormai usanza, da qualche anno, che il panificio Colomba Bianca offra il pane di S. Giuseppe, all'uovo e leggermente dolce. È in forma di lettere cubi-tali che compongono il nome del Santo. Dopo la messa viene distribuito tra i partecipanti ed è cosa graditissima, tanto che si avanzano solo faruaij. Pare che sia una tradizione del paese d'origine dei signori Vasile, proprietari della panetteria.
Tempo fa c'era più gente, specialmente bambini e la festa di S. Giuseppe vedeva la partecipazione delle bancarelle del torrone e dei giocattoli. Molto sentita perché segnava ufficialmente l'uscita dall'inverno, aveva come ospite di riguardo i pum fmuià (mele a mollo), che tutti gustavano con piacere.
Venivano usati frutti autoctoni, messi a bagno in acqua.
La fermentazione conseguente dava alle mele un sapore acidulo e frizzantino molto gradevole.
Le qualità autoctone coltivate nelle nostre contrade erano: i pum Carlu (mele Carlo, le cadine), i pum ciuchin (campanello), di forma allungata; avevano all'interno i semi staccati e, se venivano scrollati, questi frutti producevano un suono particolare, come di maracas. Molto dolci. C'erano i pum raneti (mele renette) e i pum arfnent (arrugginite).
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INDICE

Amare Fubine

Ringraziamenti

Premessa

Fonetica

Luoghi di Fubine

Modi di dire. Nessun si offenda.

Proverbi (a volte un po' scurrili)

Filastrocche (anche sciocche)

Canzoni per Fubine

Aneddoti

Barzellette serie, o serie di barzellette

Chintulli (storielle)

Citazioni... fumose

Ricordi... ah, dolci ricordi!

Personaggi

Dizionario

Divagazioni




Mario Barbero

FARUAIJ: BRICIOLE

editore IMPRESSIONI GRAFICHE
edizione 2010
pagine 222
formato 16x24
brossura
tempo medio evasione ordine
2 giorni

10.00 €
8.50 €

ISBN : 978-88-6195-028-3
EAN : 9788861950283

 
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